venerdì 5 marzo 2010

INARCASSA, elezioni delegati

Elezioni per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati per il quinquennio 2010 – 2015

Si informano gli iscritti che la prima tornata delle elezioni per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati per il quinquennio 2010 – 2015 si svolgeranno nei giorni 9, 10 e 11 marzo 2010.

 

I CANDIDATI CAMPANI al 29 gennaio 2010

NAPOLI

Dott. Arch.

ANTINO

GIUSEPPE

NAPOLI

Dott. Arch.

CESARO

FRANCESCO

NAPOLI

Dott. Arch.

CIANNELLA

MARCO

NAPOLI

Dott. Arch.

CORVINO

MASSIMO

NAPOLI

Dott. Arch.

MATTERA

GIUSEPPE

NAPOLI

Dott. Arch.

MIGLIACCIO

PIERO

NAPOLI

Dott. Arch.

PALUMBO

GIUSEPPE

NAPOLI

Dott. Arch.

ROSANOVA

SERGIO

NAPOLI

Dott. Arch.

VISONE

BENIAMINO

NAPOLI

Dott. Arch.

ZACCARO

FRANCO

NAPOLI

Dott. Ing.

CERRACCHIO

ALESSIO

NAPOLI

Dott. Ing.

CIMMINO

ROSARIO

NAPOLI

Dott. Ing. Arch.

FERRARA

ANIELLO

NAPOLI

Dott. Ing.

FERRARI BRAVO

FERDINANDO

NAPOLI

Dott. Ing.

GIUSTINO

DOMENICO

NAPOLI

Dott. Ing.

SENESE

MARCO

AVELLINO

Dott. Arch.

FICETOLA

DONATO

AVELLINO

Dott. Arch.

NARDIELLO

MARINO

AVELLINO

Dott. Arch.

PETECCA

ERMINIO

AVELLINO

Dott. Arch.

VEGLIANTE

PAOLO

AVELLINO

Dott. Arch.

VIGILANTE

BIAGIO

AVELLINO

Dott. Ing.

FASULO

ANTONIO

AVELLINO

Dott. Ing.

PISANO

GIUSEPPE

BENEVENTO

Dott. Arch.

PALMIERI

ANTONIO

BENEVENTO

Dott. Arch.

SCHETTINO

FAUSTO

BENEVENTO

Dott. Ing.

MARTONE

RAFFAELE

BENEVENTO

Dott. Ing.

TIPALDI

PASQUALE

CASERTA

Dott. Arch.

BELARDO

MARIO

CASERTA

Dott. Arch.

FUSCO

FABRIZIO

CASERTA

Dott. Arch.

IODICE

FELICE GERARDO

CASERTA

Dott. Arch.

RUSSO

ALFONSO

CASERTA

Dott. Ing.

ACHEO

GIUSEPPE

CASERTA

Dott. Ing.

CICATIELLO

VINCENZO

CASERTA

Dott. Ing.

D'ONOFRIO

MASSIMO

CASERTA

Dott. Ing.

MANICA

ANGELO

CASERTA

Dott. Ing.

MANZELLA

ANTONIO

CASERTA

Dott. Ing.

SORRINO

PASQUALE

SALERNO

Dott. Arch.

CAMMARANO

REMIGIO

SALERNO

Dott. Arch.

CAPRIO

PASQUALE

SALERNO

Dott. Arch.

DI VICE

MASSIMO

SALERNO

Dott. Arch.

FIORILLO

CARMINE

SALERNO

Dott. Arch.

GIORDANO

GRAZIA

SALERNO

Dott. Arch.

RENNA

ANTONIO

SALERNO

Dott. Ing.

AMATO

CARMINE

SALERNO

Dott. Ing.

CIOFFI

ANGELO

SALERNO

Dott. Ing.

GAETA

VITTORIO

SALERNO

Dott. Ing.

GRIMALDI

GAETANO

SALERNO

Dott. Ing.

RICCIARDI

MARIO

NOTAI PRESSO I QUALI VOTARE

Provincia Nominativo Notaio Indirizzo tel.
       
AVELLINO Luigi Solimene CORSO VITTORIO EMANUELE, 58 - AVELLINO 0825/31855
BENEVENTO Tommaso Caruso VIALE ATLANTICI, 5 - BENEVENTO 0824/312433
CASERTA Paolo Provitera CORSO PIETRO GIANNONE, 86 - CASERTA 0823/325424
NAPOLI Giuseppe Grasso VIA G. ORSINI, 30 - NAPOLI 081/7649781
SALERNO Fabrizio Amato VIA ALBERTO PIRRO, 2 - SALERNO 089/225604

lunedì 1 febbraio 2010

PIANIFICAZIONE URBANISTICA: NUOVI FINANZIAMENTI AI COMUNI

REGIONE CAMPANIA – SETTORE URBANISTICA

Il Settore Urbanistica della Regione Campania, con decreto dirigenziale n. 456 del 14.11.2006 (pubblicato sul burc n. 56 del 4.12.2006), ha concesso contributi ai Comuni per un importo complessivo di 840.000 euro allo scopo di promuovere la formazione dei Piani Urbanistici Comunali (Puc) e dei Regolamenti Edilizi (Ruec), secondo quanto disposto dalla legge regionale 16/2004, "Norme su governo del territorio".

L'iniziativa è volta ad incentivare l'elaborazione degli strumenti urbanistici nei Comuni dotati di almeno due dei seguenti requisiti: la mancanza di piani regolatori generali, una popolazione non superiore ai diecimila abitanti e l'espressa volontà di ricorrere alla pianificazione associata intercomunale.

In seguito all'istruttoria effettuata dagli "sportelli provinciali per l'auditing territoriale", presso il Settore Urbanistica della Regione Campania, tra i circa 200 Comuni che hanno presentato richiesta di contributo, sono risultati idonei 45 Comuni, molti dei quali associati tra loro.

Particolarmente significativo è il caso di 13 Comuni della Provincia di Benevento – Baselice, Campolattaro, Castelpagano, Castelvetere, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Molinara, Pesco Sannita, Reino, San Bartolomeo in Galdo, San Marco dei Cavoti, Santa Croce del Sannio – che hanno deciso di procedere alla pianificazione associata intercomunale, raccogliendo complessivamente quasi 300.000 euro di contributi (comprensivi di circa 70.000 euro già concessi ai sensi della legge regionale 62/1978).

«La strategia messa in campo dalla Regione Campania – spiega l'assessore all'urbanistica e governo del territorio, Gabriella Cundari – mira ad incentivare e accompagnare i Comuni nell'elaborazione dei nuovi strumenti urbanistici previsti dalla legge 16/2004 – puc e ruec – con il precipuo obiettivo di superare la visione riduzionista dei vecchi piani regolatori generali a beneficio di una maggiore coerenza tra pianificazione urbanistica, tutela ambientale e sviluppo economico-sociale del territorio regionale».

In questo senso va l'intesa istituzionale siglata tra lo stesso Assessorato Regionale all'Urbanistica e le amministrazioni provinciali che lega l'erogazione dei contributi a documentati progressi nell'elaborazione degli strumenti urbanistici comunali, secondo un cronopragramma che dovrebbe condurre all'approvazione di puc e ruec entro un massimo di sedici mesi.

mercoledì 27 gennaio 2010

Dichiarazione del Consigliere Antonella Palmieri seduta consiliare del 25 gennaio 2010

Egregio Presidente,

Egregi Consiglieri,

Nella scorsa seduta si è proceduto, con i voti contrari di sei consiglieri, ad approvare il Documento programmatico.

Desidero richiamare la Vostra Attenzione sulle modalità con cui è stato condotto il confronto e farvi partecipi di alcune mie perplessità:

Come noto e come è agli atti sin dalla seduta di insediamento di questa consiliatura alcuni Consiglieri tra i quali chi scrive hanno richiesto ufficialmente la elaborazione di tale delicato documento.

Lo si è richiesto ancor prima che si procedesse alle nomine dell’esecutivo.

Furono giudicate, come sapete bene, più urgenti le nomine.

Più tardi ci fu rimessa una bozza di tale documento.

Nel frattempo, come noto e come è agli atti, alcuni consiglieri tra cui chi scrive, richiedevano di conoscere in tempo utile i carichi di rappresentanza già gravanti sui Consiglieri.

Ci fu risposto verbalmente che sarebbe stata avviata la ricognizione sul tema.

La sollecitazione alla redazione del Documento e l’invito alla ricognizione rientravano in una logica stringente : si desiderava stabilire prioritariamente gli obiettivi ed individuare chi, con più libertà di tempo e conseguente maggiore disponibilità, potesse in futuro occuparsi di dare attuazione alle azioni di Consiglio.

Ad oggi gli esiti di tale ricognizione non sono stati resi noti.

In data 21 gennaio si poneva all’o.d.g. la discussione sul documento programmatico e le azioni consequenziali. La discussione era incentrata sulla stessa bozza inviataci tempo addietro.

Il Consiglio si preparava dunque finalmente al confronto che veniva aperto

Ebbene ci si attende che, dopo tanta attesa, il confronto possa durare qualche giorno; così come è stato sulla bozza del regolamento nomine o sul contributo agli affidamenti di incarico al Più Europa. Ma forse anche più a lungo data la delicatezza dell’argomento.

Ma sempre meno rispetto al dibattito sulla nomina della Commissione pareri che, ad oggi, non è stata ancora istituita.

E invece l’approvazione è stata rapidissima e la richiesta di proseguire il dibattito nella giornata odierna (a soli tre giorni di distanza) è stata rigettata: non essendoci una proposta alternativa si è proceduto ad approvare quanto approntato in bozza.

Di fatto la bozza si è trasformata, per carenza di contributi, nel documento programmatico.

Fatto è che tale bozza rispecchia in pieno il programma elettorale dell’attuale maggioranza; programma che ovviamente per alcuni di noi non può- e sarebbe preoccupante il contrario- essere condivisa nella sua struttura portante. Ma confronto reale, come sapete bene, costruisce spazi e strutture e forza inimmaginabili.

Non si trattava dunque di emendare ma di gettare le fondamenta di una azione più efficace,mediando tra posizioni differenti e contrastanti ma con lo scopo comune di creare condizioni meno disastrose per l’intera categoria. Non è su “camera arbitrale sì oppure no”, né sul “sì” o il “no” alla Fondazione che si migliora un programma. Un programma si migliora, a mio avviso, mettendo in fila i nodi cruciali che stanno distruggendo la nostra professione, che la sviliscono continuamente,chiamando tutti ad individuare le azioni che possono essere atte a scioglierli, avendo bene in mente chi fa professione, chi lavora per Enti, chi ancora non ha avuto la possibilità di accedere ad un incarico,chi non riesce ad accedere “a pari opportunità”. E’ di questo che è fatto un programma. Non c’è maggioranza o opposizione che tenga.

Perché, come ha scritto un grande artista “non basta dire OLE’ per uccidere il toro”

Il punto all’o.d.g. prevedeva la discussione sul tema e gli atti consequenziali.

Mi chiedo e vi chiedo:

Tra gli atti consequenziali deve ricomprendersi necessariamente il dibattito e l’approfondimento o solo la mera approvazione?

Con quali possibilità di successo democratico, se non l’approvazione a maggioranza, si sottopone al Consiglio un documento programmatico che è, in buona sostanza, il proprio programma elettorale?

Dove è lo spazio del contributo se il palinsesto è definito?E’ questa la modalità di confrontarsi che si è scelta?

E’ possibile non avere risposta a quesiti semplici come: “chi ci sta rappresentando, oggi, all’esterno? Su delega di chi , fino a quando e, soprattutto, con quali risultati?

Ma la maggioranza ha i numeri. Decide l’urgenza e approva. E approva anche l’allegato a tale documento: l’istituzione dei Dipartimenti e le deleghe ai Consiglieri.

Sono liberi da ulteriori carichi di lavoro i Consiglieri delegati? E’ ragionevole saperlo?

Tale allegato non era stato mai rimesso al Consiglio. Perché?

Vi invito inoltre a riflettere che a norma del vigente regolamento il Documento programmatico ha validità annuale. E’ chiaro l’intento di chi il Regolamento ha redatto ed approvato, di fare salva la possibilità di rimodulare annualmente la propria azione per renderla meglio incisiva ed aderente alle circostanze. Pertanto esso può e deve essere inteso quale Documento programmatico annuale insieme con l’efficacia e la durata delle deleghe che si misureranno con gli obiettivi colti e i risultati conseguiti. A meno di non contrastare la stessa norma che li ha istituiti.

lunedì 14 dicembre 2009

IL 2% PER OPERE D'ARTE NEGLI EDIFICI PUBBLICI

Riflessioni sull'attuazione della legge 717/49

La legge 717 del 1949, nota come quella del 2 per cento, è stata applicata per oltre 50 anni, ma negli ultimi tempi a volte le amministrazioni hanno omesso di darne attuazione per carenza di finanziamento o per dubbi interpretativi. Spesso anche per mancanza di fiducia nel fatto che l'inserimento di opere d'arte nell'edificio sia utile per migliorane la bellezza. Anche per questo, a volte il 2% è stato speso in modo distorto, per interventi non configurabili come opere d'arte.

Comunque, quando è stata correttamente messa in atto, la legge ha offerto la possibilità di integrazione tra opere di pittura, di mosaico e di scultura, e l'architettura degli edifici pubblici.

Purtroppo, fino ad ora i progettisti hanno ignorato le opere d'arte. Nei progetti, in genere, non c'è stata alcuna indicazione né in merito al tipo di opera d'arte né in merito alla sua collocazione nell'edificio. Pertanto, ogni decisione è stata assunta dopo la fine dei lavori di costruzione.

Come spendere il 2%? Spesso sono stati acquisiti quadri da appendere semplicemente alle pareti. Con buona pace della integrazione tra arte e architettura. In genere i mosaici e le sculture hanno dimostrato una migliore capacità di rapportarsi all'edificio. Ci sono anche casi esemplari, come il globo squarciato dello scultore Arnaldo Pomodoro antistante il Ministero degli esteri che con il suo impeto si contrappone alla fiacca retorica dell'edificio del ventennio. I mosaici delle stazioni della metropolitana di Roma sono anch'essi un esempio positivo. Ma tante altre applicazioni sono grossolane o insignificanti.

L'attuazione della legge del 2% è stata rilanciata da un decreto del Ministero delle infrastrutture pubblicato sulla G. U. del 29 gennaio 2007. Si tratta delle Linee guida per l'applicazione della legge 29.7.1949 n.717 "Arte negli edifici pubblici", approvate il 23.3.2006 dal precedente ministro Lunardi.

L'inserimento di opere d'arte negli edifici pubblici è obbligatorio. Sono esclusi edifici industriali, alloggi popolari, scuole e università. 

Le Linee guida impongono al responsabile del procedimento di prevedere, nel quadro economico dell'intervento, l'accantonamento di una quota non inferiore al 2% dell'importo effettivo dei lavori (al netto degli oneri di sicurezza e dell'Iva) per la realizzazione o acquisto di opere d'arte, pena la non collaudabilità dell'opera.

Indicazioni sull'opera d'arte devono essere formulate già a livello di progetto preliminare.

La scelta delle opere d'arte deve essere fatta mediante concorso pubblico aperto agli artisti. A salvaguardia di un corretto rapporto con l'architettura, il progettista della costruzione deve fare parte della giuria del concorso.

 
 

di Enrico Milone, architetto
(18.02.07)

 
 

sabato 12 dicembre 2009

Gallione, lettera aperta a Berlusconi

Lettera aperta al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi.

Illustre Presidente,

Onorare le vittime della recente tragedia abruzzese o di quella messinese non può significare non solo essere solerti ed ben organizzati nelle emergenze, ma predisporre piani pluriennali affinché si riducano al massimo i danni degli eventi sismici o idrogeologici.

Accanto quindi alla ottima prova della Protezione Civile occorrono programmi architettonici ed urbanistici che garantiscano il diritto primario dei cittadini alla "sicurezza dell'abitare".

La geografia del nostro paese unisce straordinarie bellezze paesaggistiche ad una geologia complessa; l'intervento dell'uomo non può più pertanto essere disordinato e originato prevalentemente dalla speculazione e dal consumo di nuovo territorio come lo è stato negli ultimi sessant'anni.

Gli architetti italiani vogliono essere parte attiva e propositiva di quelle forze riformatrici del paese che intenderanno rapidamente porre mano ad un piano di tutela e consolidamento dei nostri centri antichi e, soprattutto, di ricostruzione del patrimonio edilizio postbellico che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza architettonica, urbanistica e strutturale.

Occorre una rinnovata unità di intenti legislativa tra le istituzioni statali, regionali e comunali; occorre una sforzo economico del comparto pubblico, ma soprattutto incentivi che promuovano l'intervento privato; occorre una responsabile accelerazione e semplificazione delle procedure amministrative; occorre investire nella ricerca architettonica e tecnologica per affrontare nuove problematiche strutturali ed energetiche.

Occorre quindi riattrezzare il sistema paese per "rottamare" gli ultimi decenni di spreco, di inefficienza, di pericolosa spazzatura edilizia e ridare al paese bellezza, sicurezza e dignità.

Occorre un nuovo concetto di riforma urbanistica che non continui a governare il brutto, ma che incominci a programmare un vero massiccio sviluppo del contenimento dei consumi energetici, che affronti l'emergenza sismica e geologica, che ridia un senso civile e dignitoso alle periferie delle nostre città.

Una grandissima parte dei 90 milioni di nuovi vani costruiti nel dopoguerra, sui 120 esistenti nel paese, hanno drammaticamente bisogno di tutto questo.

Accanto ad alcune fondamentali infrastrutture, questa è la vera grande e prioritaria "Opera" di cui ha bisogno il nostro paese.

Questa è una grande ed irrinunciabile occasione per l'industria e l'economia del nostro paese, così come lo sarebbe per la ricerca scientifica ed accademica e per le tante professionalità coinvolte.

Questo "New Deal" di ricostruzione di parte del nostro paese può essere quel piano di riforme economiche e sociali che ridà senso e dignità allo Stato, che ridà utilità sociale alla finanza, che ridà infine ai cittadini il diritto primario alla "sicurezza dell'abitare".

Gli architetti italiani vogliono essere in prima linea in questo piano e sosterranno tutte le proposte, alcune delle quali in parte già in Parlamento, che affronteranno questa grande Opera.

Massimo Gallione

Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

domenica 6 dicembre 2009

TERRA - CONVEGNO NAZIONALE SUL CONSUMO DEL SUOLO

Il 18 dicembre 2009, presso l'agriturismo Porta Sirena, a Paestum si terrà un convegno nazionale, promosso da Legambiente Campania e dal Comitato cittadino Stazionati di Paestum, sul tema della difesa del suolo e del territorio dalla cementificazione selvaggia.

Il convegno ospiterà, fra i relatori il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, ormai famoso in tutt'Italia per aver adottato un Piano Regolatore che non prevede nuovi insediamenti urbanistici, ma punta sul recupero dell'esistente attraverso le tecnologie dell'architettura sostenibile a basse emissioni.

L'argomento del convegno è quanto mai attuale se si considera tutto il dibattito che si sta sviluppando anche in Campania sulle regole che guideranno il cosiddetto "Piano Casa".

Le Associazioni promotrici ritengono che riconvertire, ristrutturare, adeguare alle normative antisismiche e del risparmio energetico, i volumi esistenti residenziali e produttivi, nonché le aree agricole, potrà rilanciare l'economia dei territori. Sarà un investimento per il futuro, per il turismo, per la cultura.

La campagna "Stop al consumo del territorio" lanciata dall'amministrazione Finiguerra, conta più di diecimila aderenti e oltre duecento associazioni aderenti sul territorio nazionale.

Il convegno vuole quindi lanciare un'azione interlocutoria con le istituzioni affinché prendano coscienza del fatto che il territorio non è infinito e non è riproducibile e che le nuove generazioni hanno diritto ad un vita sana in un ambiente che conservi armonia e bellezza.

A Capaccio-Paestum da 7 anni si è dato incarico per la realizzazione del nuovo PUC, senza aver mai attuato quello esistente, elaborato dal professore Airaldi. Un piano all'avanguardia che aveva tutelato vaste aree del territorio agricolo e collinare e che aveva individuato una nuova viabilità per allontanare definitivamente il traffico dall'area archeologica.

Nonostante a Paestum siano arrivati finanziamenti europei per circa 50 milioni di euro, l'area è rimasta degradata e addirittura deturpata da grossolani interventi pubblici che non hanno tenuto conto della bellezza dei luoghi, della funzionalità della viabilità e del parere dei cittadini, dei comitati, di tutte le associazioni culturali e ambientaliste che hanno sostenuto una battaglia di civiltà e di bellezza.





SUPERSANTOS, il corto vincitore del Premio Ischia Corti d'Architettura, in attesa ... del premio!


PREMIO IN PALIO: IL CACHISSO D'ORO

PREMIO IN PALIO: IL CACHISSO D'ORO